Il
grande sciopero della Bisleri nel 1911
Aldo Cacciamani e Pietro Nati
Lo sciopero allo
stabilimento Bisleri di Nocera Umbra, che sfruttava le acque minerali della
zona, iniziò il 3 aprile e durò 98 giorni. Era iniziato a causa del
licenziamento di due operaie, Norma Giardini e Giuseppa Giovannini Guerrieri e
poi dei due sorveglianti, uno dei quali era Costantino Blasi (1869-1934),
socialista, come il noto fratello, il
medico Vincenzo Blasi (1864-1916). A sostegno dei licenziati scendono in
sciopero tutti i 150 operai dello stabilimento Bisleri. I socialisti di Nocera
organizzano un comitato di resistenza, di cui fu nominato segretario il dottor
Braccio Braccini.
I Socialisti di
Foligno e di Gualdo Tadino, a fine di maggio, promossero una sottoscrizione a
favore degli scioperanti. I Repubblicani dell’Umbria, su proposta del segretario
della camera del lavoro di Terni, si pronunciano a favore degli scioperanti :“…compresa l’importanza morale ed economica
del conflitto conforta i lavoratori di Nocera a proseguire civilmente nella
difesa del loro buon diritto.” Intensa è l’attività del dottor Vincenzo
Blasi a sostegno dello sciopero. Il 17 giugno, in una piazzetta del centro di
Nocera, tiene una pubblica conferenza sul tema “Diagnosi e prognosi della Serrata Bisleri. Sarà accordata la parola e
in contraddittorio a chiunque voglia chiederla”.
Ad un certo punto la Ditta Bisleri si dichiara
disposta a riassumere le due operaie, ad aumentare le paghe e a
riassumere uno dei sorveglianti, escludendo il socialista Costantino
Blasi. Il dottor Vincenzo Blasi viene
denunciato quale responsabile di manifestazioni non autorizzata.
Il giornale del partito
socialista, l’ “ Avanti !” di Mercoledì 10
maggio 1911 pubblica un articolo firmato
da Angelica Balabanoff del seguente
tenore.
“Ricordiamo sommariamente l’origine e i termini del conflitto. Un giorno
il proprietario della ditta , con tono tutt’altro che civile, prescrive a due
lavoratrici di cambiare metodo nell’ esecuzione del lavoro; questa disposizione
viene da lui data a due operaie, mentre le altre non ne sono informate. Si
cambia turno e due altre lavoratrici, non avvertite del nuovo ordine, procedono
al lavoro con i soliti metodi. Capita il proprietario, e senza tener conto del
fatto che le due lavoratrici non erano quelle a cui aveva detto di cambiare
sistema le licenzia immediatamente, con metodi e maniere facile a immaginarsi.
Saputo del licenziamento arbitrario e addirittura pazzesco, gli altri
lavoratori e lavoratrici insistono sulla riammissione delle due compagne di
lavoro. Senza poter negare di aver commesso uno sproposito, il proprietario
della ditta persiste nel proposito di rimettere le lavoratrici, e come causa e
ragione del suo rifiuto adduce “che egli intende fare tutto quello che vuole
nel proprio stabilimento, licenziando chi gli pare e piace di licenziare.” Difatti egli chiuse i cancelli dello
stabilimento.”
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| Costantino Blasi |
Nello stesso giornale socialista
il 4 luglio 1911 compare l’ articolo con il titolo “ La serrata di Nocera Umbra e
sottotitolo “Provocazioni dell’ autorità
politica. La venuta della dottoressa
Balabanoff”, in cui si legge quanto segue. “Oggi i serrati hanno avuto la
gradita e inaspettata visita della gentile compagna Angelica Balabanoff che
altra volta venne a confortarli con la sua parola affettuosa e competente.
Ricevuta dal Comitato di agitazione e accompagnata dalla fanfara della sezione
socialista tenne nei locali di questa un’applauditissima conferenza, alla fine
della quale le venne offerto un magnifico mazzo di garofani rossi. Ha promesso
di occuparsi dello strano ingiustificabile contegno della autorità politica che
manda tanto lusso di forza a proteggere i krumiri, mentre farebbe assai meglio
a provocare dalle autorità sanitarie provvedimenti atti a garantire sul serio i
consumatori della decantata acqua angelico-bisleriana. Nella riunione dei
serrati è stata data lettura di una
corrispondenza pubblicata nel numero odierno del Corriere d’ Italia, in cui si parla di retroscena di questa agitazione e di
stanchezza da parte della massa operaia. La corrispondenza, come è sistema del
giornalismo clericale, si guarda bene dal far nomi e porta il solito linguaggio
di Don Basilio. Ma ad essa i serrati hanno risposto unanimemente confermando
l’astensione dal lavoro, e vi posso assicurare che il reverendo Priore don
Alessandro Costantini, corrispondente ordinario del Corriere d’ Italia, ha spontaneamente dichiarato
di non essere affatto l’autore della corrispondenza. E allora chi ha scritto
quella sequela di bugie, di insinuazioni e di malignità, non potendosi mettere
in dubbio la parola del Costantini, persona veramente superiore a qualsiasi
sospetto?”
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| Vincenzo Blasi |
Gli scioperanti vengono
definiti impropriamente “i serrati”, infatti è il padrone della fabbrica che,
in reazione allo sciopero, “serra” i cancelli
e sospende l’attività produttiva; ma evidentemente quella era la
definizione in uso nell’epoca.
Sempre lo stesso giornale, l’ “Avanti !” l’ 11 maggio 1911 aveva
già pubblicato un articoletto
intitolato “La serrata di Nocera Umbra.
Una lettera della Ditta Bisleri.” “Lasciamo all’ apprezzamento dei lettori
questa lettera della Ditta Bisleri, che pubblichiamo a titolo di imparzialità”
On.
Direzione dell’ Avanti !
L’Avanti
di ieri porta un lungo articolo di una colonna e mezza a firma di una signora
Angelica Balabanoff, sullo sciopero
dei nostri operai di Nocera Umbra, sciopero che con una buona fede discutibile
si continua a chiamare serrata, per dare a credere che fummo noi a sospendere
il lavoro e non gli operai a rifiutarsi di continuarlo ove non venissero
accettate ipso facto le loro imposizioni.
Questo spiega come il rendimento della manodopera a Nocera sia
addirittura la metà di quello, ad esempio, del nostro stabilimento di Milano. E
tuttavia, per confessione
dell’estensore
stesso dell’articolo, noi corrispondiamo alle donne, si noti, un salario giornaliero
di L. 1,25 per un lavoro affatto manuale e punto faticoso quale può
richiedersi per la lavatura (a macchina) e l’etichettatura delle bottiglie, le
quali vengono poi imballate da uomini. Se ciò possa chiamarsi “salario da fame”
per le donne, le quali, ripetiamo, prestano un’opera puramente manuale la quale
non richiede né cognizioni tecniche che corredo di pratica, lasciamo giudicare
non soltanto alle operaie della vicina Foligno
(dove le donne sono pagate da 60 a 80 centesimi al giorno) ma a quelle
degli stessi centri manifatturieri del Settentrione d’Italia,
dove il costo della vita è enormemente più caro che nelle campagne dell’Umbria.
“
Il proprietario della ditta Bisleri voleva che il sorvegliante Costantino Blasi
facesse il proprio dovere cioè sorvegliasse affinché il trasporto delle bottiglie piene e munite di
etichetta dai tavoli al magazzino d’ imballaggio venisse fatto non a mano dalle
operaie, ma con le apposite cassette poste su relativi carrelli: ciò avrebbe
portato economia di tempo, maggiore produzione…”
Bisleri pensò allora di
trasferire parte dell’ attività nello stabilimento di Milano, utilizzando per
il trasporto dell’acqua delle cisterne sistemate su appositi carri ferroviari.
Un guasto alla condotta che dalla sorgente arriva allo stabilimento, fa gridare
al sabotaggio; gli scioperanti respingono le accuse e incassano il sostegno del deputato socialista
Casalini, il quale presenta alla camera un’ interpellanza per impedire il
trasporto dell’acqua. Il dottor
Braccini, in qualità di ufficiale sanitario del comune segnala irregolarità
igieniche delle cisterne che trasportano acqua e una di queste viene
sequestrata a Milano dall’ufficio d’ igiene. Ne segue un lungo processo al
termine del quale Braccio Braccini viene condannato per abuso di autorità.
A testimoniare l’importanza
e il clamore dello sciopero nocerino è
il fatto che il 18 giugno venne qui a tenere un comizio il segretario
nazionale del partito socialista, Pompeo Ciotti, notizia pubblicata nel giornale “Avanti !“ del
23 giugno 1911. Dopo
98 giorni di dura lotta con
alterne vicende alcuni operai non
reggono all’asprezza dello sciopero e mestamente cominciano a cedere riprendendo
singolarmente il lavoro. Così il 20 luglio gli operai, tranne Costantino Blasi,
rientrano nello stabilimento. Seguiranno per alcuni mesi numerose durissime polemiche tra la ditta
Bisleri, i Socialisti e l’ amministrazione comunale di Nocera che denuncerà
l’industriale milanese. Lo stesso argomento è stato trattato in un numero del
2011 della stessa rivista, questo nuovo articolo è arricchito di alcune
notizie e documenti.
In occasione di questo
grande sciopero dell’anno 1911 venne a Nocera Umbra la
socialista russa Angelica Balabanoff, che per 40 anni fu la più famosa
rivoluzionaria in ambito internazionale.
La medesima già nel maggio dello stesso a anno era venuta a
Nocera per manifestare la solidarietà del
partito socialista agli scioperanti. Aldebrando Madami detto Memo (1890 -1973) raccontava
che a tavola egli sedeva nel posto che era stato occupato dalla
Balabanoff quando questa era stata
invitata a pranzo presso la sua casa a Nocera. Durante quella visita la Balabanoff
verosimilmente pernottò presso
l’abitazione dei Trinca Armati, che era
una famiglia facoltosa, infatti qualcuno di essi ancora in tempi recenti raccontava che
la Balabanoff era stata ospitata
nel “salottino rosso”. Achille Trinca Armati (1879-1933) in quel periodo era sindaco di Nocera
Umbra, e amministrava con una giunta
formata da Giovanni Dominici (1881-1951), Giovanni Alberigi (1856-1922), Girolamo
Madami (1861-1928), Costantino Blasi e Giuseppe Cesaroni (1852- 1930). L’intervento della Balabanoff, più di ogni
altro sta a testimoniare l’importanza e
il clamore sollevato dallo sciopero
nocerino. Qualche lettore si domanderà: “Ma chi era poi questa donna dal
nome esotico ?” Potremmo definirla – in breve-- come una delle più note figure
di socialista rivoluzionaria nel panorama europeo del Novecento. Tuttavia il
personaggio di Angelica Balabanoff è
tuttora poco noto in Italia. Contribuì alla sua conoscenza il film “Il giovane Mussolini” del 1993,
sceneggiato Rai abbastanza fedele alla
realtà, a parte il fatto che i
protagonisti, Mussolini, Edda ,
Angelica e Serrati, sono impersonati da
attori un po’ troppo di bell’ aspetto, come Antonio Banderas ,
Claudia Koll, Ivano Marescotti e la tedesca Susanne Lothar nel ruolo della Balabanoff. Un ulteriore
contributo alla conoscenza di questo storico personaggio
è dato dall’ articolo qui
appresso in questo stesso numero dal
titolo “Angelica Balabanoff, la rivoluzionaria che venne a Nocera“. Entrambi gli articoli si possono leggere anche in Facebook e nel blog al seguente
indirizzo : https://innanzitutto.blogspot.com/.




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